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La Palestra Riabilitativa

È stata voluta ampia e programmata secondo una visione funzionale e performante del recupero del danno, fortemente personalizzata e sinergicamente integrata con le  provvidenze farmacologiche.
La sua gestione, perciò, la qualifica come Studio di Medicina Fisica e Riabilitativa: lo Specialista di branca decide e controlla il training riabilitativo del paziente con la collaborazione esecutiva e di riscontro delle Fisioterapiste, al fine di promuovere al meglio l’ emendamento del danno e la prevenzione delle complicazioni.

PRESTAZIONI TERAPEUTICHE RIABILITATIVE:

  • Kinesiterapia
  • Massoterapia
  • Linfodrenaggio manuale (Metodo Vodder)
  • Terapie fisiche e strumentali
  • Terapia manuale
  • Riabilitazione cognitiva ed occupazionale
PERCHE’ RIABILITARSI ALLA DOMUS MEDICA
PERCHE’:

  • DOMUS MEDICA vanta un team di lavoro che comprende un Medico Specialista in Fisiatria che, sinergicamente alla Specializzazione in Neurologia, ha affrontato la riabilitazione maggiore del coma, dei tetraplegici, dei paraplegici, degli emiplegici per venire agli interventi di recupero degli esiti traumatici ortopedici e neurologici.
  • DOMUS MEDICA, grazie alla dedizione delle Fisioterapiste, costituisce un team di lavoro qualificato mirato al massimo recupero funzionale del paziente, avvalendosi di trattamenti individuali con un rapporto 1:1 (fisioterapista: paziente) e/o di gruppo a composizione omogenea.
  • DOMUS MEDICA ospita due figure di Osteopati impegnati a livello internazionale (Francia, Cina), con antica e profonda esperienza, coniugata ad inusitata preparazione dottrinale; essi spaziano dai tradizionali trattamenti manipolativi sino alla gestione dello iato esofageo, e degli sfinteri minzionali e, in genere, del pavimento pelvico, utilizzando sofisticate metodiche di valutazione.
  • DOMUS MEDICA, con la collaborazione di una Neuropsicologa, consente la valutazione psicosomatica dei quadri demenziali (degenerativi – tipo Alzheimer, ecc.. – e da danno focale – ictus, esiti chirurgici delle neoplasie, ecc…), associandovi la riabilitazione e la stimolazione cognitiva e del linguaggio.
  • DOMUS MEDICA dispone di ampi spazi in una struttura dedicata, secondo l’adesione alle migliori possibilità performanti il paziente, e delle apparecchiature tecnologiche più avanzate.
  • DOMUS MEDICA, con la propria immagine e con la professionalità dei propri operatori, garantisce gli iter riabilitativi secondo protocolli scientificamente accreditati, adattati al caso specifico.

IL NOSTRO TEAM:

RIABILITAZIONE ONCOLOGICA
È ormai ben acquisito anche dalla platea dei pazienti il beneficio proveniente dalla riabilitazione in oncologia (esiti della chirurgia cranio-midollare, ortopedica, toracica, mammaria, addominale, urologica) anche nelle sue valenze secondarie ed estetiche, andando ben oltre il tradizionale trattamento di riattivazione motoria.   All’uopo i dr.i Maurizio Consoli e Alexandra Bensabath, della Holoslab di Brescia, inaugurano presso DOMUS MEDICA un programma dedicato, costituito da test basici tronco, arti superiori ed inferiori (propriocettivi, sensitivi e motori con quantificazione degli angoli di escursione articolare e delle tensioni delle catene cinetiche, simmetricizzazione, stretching distrettuale e globale) a mezzo apparecchiature di avanguardia e la auspicata supervisione degli Specialisti di branca.   Holoslab negli ampi spazi disponibili presso DOMUS MEDICA si concentra sulle variabili positive residue e sull’importanza del rafforzamento delle motivazioni, con il recupero delle abilità residue pregresse, il superamento della cancer related fatigue e la spinta a una pratica sportiva adattata, mirata all’innesco di un circolo virtuoso di ricostruzione della persona (guadagno aerobico, potenziamento muscolare, training a feed-back positivo) fino a concepire una sorta di riposizionamento epigenetico anche nei confronti delle ricadute e del prognostico.   Il protocollo standard prevede l’acquisizione di informazioni sulla mobilità dell’arto superiore, multi joint system (valutazione 3D della spalla), posturali (pedana stabilometrica, sinergia d’equilibrio caviglia-ginocchio e anca), biomeccanica dinamica (lunghezza della falcata e asimmetrie, tempi di appoggio podalico, variazioni posturali dinamiche sui piani bisacromiale e bisiliaco, flessione arti superiori, test di forza degli arti inferiori (squat a 90° a 30’’ e 60’’, crunch con arti inferiori flessi).
PILATES
Il metodo Pilates è oggi utilizzato dagli atleti, dalle persone comuni e anche in riabilitazione funzionale. Nello sport viene utilizzato per prevenire gli infortuni, per dare maggior controllo al gesto tecnico, per il miglioramento delle performance e per la protezione della zona lombare. Le persone sedentarie, praticano il Pilates, per mantenere la corretta postura e per rinforzare i distretti che tendono all’ipotrofia. In riabilitazione viene utilizzato per aumentare la consapevolezza corporea e per rinforzare determinati muscoli per ottenere il riequilibrio posturale e la rieducazione al movimento funzionale.   Metodo difficile da catalogare dal punto di vista riabilitativo:

  • Teoria muscolare: il movimento come una complessa serie di reclutamenti muscolari. L’obiettivo “muscolare” primario è rafforzare la Powerhouse
  • Teoria neuromotoria: il movimento come una complessa organizzazione di riflessi. Equilibrio, riflesso antigravitario, derotative, fluidità.
  • Teoria neurocognitiva: il movimento per conoscere. Concentrazione, attenzione, precisione del movimento
  • Teoria metacognitiva: il movimento per conoscerci e comunicare Il movimento nasce dall’interno, il movimento come strumento comunicativo, la postura come mezzo per analizzare chi siamo

I PRINCIPI DEL PILATES Esistono dei principi guida che rappresentano i punti chiave del mondo:

  1. Respirazione
  2. Baricentro
  3. Precisione
  4. Controllo
  5. Concentrazione
  6. Fluidità dei movimenti
I NOSTRI SUCCESSI

CASO CLINICO 1:
C. N., età 80 anni: ci viene presentata dallo Specialista neurologo, che non aveva rilevato correlazione tra il danno morfologico e mentale, pur severo, e la disautonomizzazione motoria, che evidenziava fondamentalmente l’utilizzo della sedia a rotelle ed ipertono spastico ai 4 arti.

E’ stato, quindi, avviato trattamento rieducativo alla frequenza di 2 volte/settimana, avvalendosi di kinesiterapia passiva e, successivamente, esercizi attivo-assistiti (parallele, parallele con ostacoli, scale, esercizi di terapia occupazionale…).

A distanza di tre mesi, la paziente evince riduzione dell’ipertono, adeguata collaborazione alle sedute e  autonomia nella marcia, abbisognevole solo di una guida di orientamento: per la figlia che la accompagna è un trionfo!

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                                Dott.ssa Simona Durante, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 2:
B. D., età 42 anni: ci viene inoltrata da Specialista neurochirurgo, cui si era rivolta per lombosciatalgia dx con allettamento per un mese, ricondotta a spondilolistesi L5/S1 con netta riduzione dello spazio discale.

Obesa, con ipometria della gamba dx e scoliosi ad “S italica”, è stata sottoposta a trattamento rieducativo con frequenza di tre volte/settimana per un mese, avvalendoci del recupero della core-stability e della rieducazione posturale puntata su esercizi di allungamento della catena cinetica posteriore.

La paziente ha concluso il ciclo soddisfatta di aver evitato l’intervento chirurgico e di aver recuperato la completa autonomia funzionale.

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                                Dott.ssa Simona Durante, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 3:
C. T., età 58 anni: operato al polmone dx per K, dopo anni di girovagare tra medici specialisti, si risale alla problematica reale ossia nervo brachiale reciso a causa di radioterapia.

Il trattamento, proseguito per 7 sedute, constava di kinesiterapia passiva dell’arto superiore dx, esercizi di stimolazione sensoriale e propriocettiva della mano dx ed elettrostimolazione.

E’ sbalorditivo pensare come in così poco tempo la mano avesse già recuperato, seppur parzialmente, la sensibilità e la motricità!

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                             Dott.ssa Alessandra Greco, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 4:
C. A., età 54 anni: normotipo, in molto buone condizioni generali, giunge presso la nostra Struttura lamentando vertigini posizionali; un Rx del rachide cervicale conferma la nostra prima ipotesi diagnostica di rettilineizzazione del tratto.

Il trattamento riabilitativo avviato, con massoterapia, mobilizzazione passiva ed allungamento, dà beneficio risolutivo già dopo la 3° seduta; riteniamo, tuttavia, di completare il ciclo fino alla 6° seduta, dopo la quale la paziente, spontaneamente, intende proseguire il trattamento.

L’esecuzione di un doppler-ecodoppler dei tronchi sopraaortici, prescritto ad abundantiam, ha fatto emergere modesti ispessimenti intimali delle carotidi comuni con regolarità di calibro e decorso del circolo vertebro-basilare.

Il caso documenta come una corretta valutazione diagnostica possa portare a risultati terapeutici ottimali con minimi dispendio di indagini e costo terapeutico.

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                             Dott.ssa Simona Durante, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 5:

G.P., 50 anni: paziente affetta da Sclerosi Multipla progressiva da oltre dieci anni, con diagnosi definita presso vari Centri dedicati, attualmente stabilizzata.

Giunge presso di noi dopo circa sette anni di trattamento kinesiterapico presso altro Presidio di Riabilitazione con frequenza tre sedute/settimana.

All’ingresso ha presentato ipertono spastico a carico degli arti inferiori, malgrado l’assunzione di baclofen, con andatura marcatamente para-paretospastica accompagnata da appoggio antibrachiale bilaterale e utilizzo corrente di sedia a rotelle.

Solo 6 sedute di trattamento presso DOMUS MEDICA (una settimana), intercalate alle consuete altre presso il Presidio di antica fidelizzazione, hanno comportato notevole rimaneggiamento della postura, riduzione dell’ipertono e il guadagno di un’andatura più fluida, grazie al lavoro svolto con manovre inibenti l’ipertono, di neurocognitività, educazione alla respirazione e approccio alla spalliera svedese.

Il caso riesce esplicativo delle diverse modalità di approccio alla Riabilitazione, dalla routinaria ripetitività sul paziente-oggetto alla intenzionalità a riuscire nell’intento del massimo sfruttamento delle possibilità residue, rendendo il paziente protagonista, soprattutto in un caso come questo, di giovane età e capace di adeguata collaborazione.

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                              Dott.ssa Simona Durante, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 6:

A.L. e A. M., coniugi rispettivamente di 87 e 84 anni, pervengono presso la nostra Struttura su indicazione di Medico reumatologo.
Il sig. L, coltivatore diretto tutt’ora impegnato, lamentava la presenza di dolore lombare con marcatissima antero-flessione del tronco, perdita del pendolarismo degli arti superiori e notevole rigidità del rachide dorso-lombare.
La sig. M, lamentava rachialgia dorso-lombare con andatura precauzionale, dorso curvo conclamato, blocco delle spalle, ipotono della muscolatura addominale, dei glutei e degli arti inferiori.

Entrambi sono stati sottoposti per tre mesi a rieducazione individuale con frequenza di un solo trattamento settimanale della durata di 60 minuti.
Già dalle prime sedute entrambi i pazienti hanno acquisito coscienza della respirazione diaframmatica e un miglior assetto posturale globale sia statico che dinamico.

Al termine del programma rieducativo il sig. L. ha ridotto la sua anteroflessione e ha recuperato un corretto schema del passo; inoltre, ha acquisito una buona mobilità nei vari distretti del rachide e non lamenta rachialgia.
La sig. M, ha presentato un eccellente recupero del tono muscolare prima deficitario e ha ripristinato un’adeguata propriocezione e mobilità a livello del colonna.

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                               Dott.ssa Alessandra Greco, Fisioterapista

 

CASO CLINICO 7:

G.S., 7 anni. La bambina giunge presso la nostra struttura su indicazione del pediatra, con diagnosi di “ piede dx varo”.
In realtà, dalla valutazione al momento dell’arruolamento emerge un quadro più articolato, con un atteggiamento scoliotico del rachide, confermato successivamente dal reperto radiografico.
In ragione di ciò, abbiamo impostato il programma riabilitativo, secondo approccio globale e distrettuale, con frequenza di 1 seduta/settimana, della durata di 60 minuti ciascuna, prevedendo esercizi di educazione alla respirazione diaframmatica, posturali e di stretching globale, a corpo libero e alla spalliera svedese, e di stimolazione propriocettiva.
Già al termine del primo ciclo di sei sedute, la piccola paziente ha presentato largo recupero dell’iniziale varismo del piede dx e dell’assetto posturale statico e dinamico.
Al momento prosegue il trattamento secondo le modalità suddette.
Ciò a dimostrazione di quanto risulti vincente un approccio riabilitativo misurato, teso alla valutazione globale del soggetto, con la sintonia medico-fisioterapista e il coinvolgimento attivo del paziente, rispettandone le abitudini di vita e l’economia nella spesa, rinunziando ai tecnicismi forieri di spese inutili (in questo caso esame baropodometrico ed ipotesi di calzature ortopediche) e all’aggressione predatoria delle sedute ravvicinate.

 

Dott. Piero Achille, Medico Fisiatra                                Dott.ssa Alessandra Greco, Fisioterapista

 

NEWS

RIABILITAZIONE MATTUTINA

CONTRO L’OBESITÀ E LA FIBROMIALGIA

La produzione di endorfine, neurotrasmettitori del benessere ed antidolorifici, secondaria all’attività fisica costituisce benefico effetto antidepressivo che difende dalla bulimia alimentare e dalle somatizzazioni; ciò ancor più se l’attività viene guidata secondo un programma motorio educazionale mirato al rimodellamento corporeo, che stabilisce un circolo virtuoso attivazione motoria-increzione endorfino-serotoninergica-miorilassamento-gratificazione-limitazione alimentare quanti-qualitativa-auto-compiacimento che consente di ristabilire la sintonia mente-corpo.

La collocazione nelle fasce orarie antimeridiane riesce consona al ritmo neurotrasmettitoriale circadiano sincrono con quello cortisonico.

Scheda di registrazione Focus i Dipendenti
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Cos'è l'Agopuntura

L’Agopuntura è una scienza medica complessa e di efficacia indiscussa, eseguita da medici specialisti, che si prefigge di promuovere la salute ed il benessere, mediante l’inserimento di aghi in particolari punti del corpo. Essa agisce non solo sul sintomo dolore ma anche in numerose patologie agendo sulla radice profonda del disturbo. In Cina la pratica dell’Agopuntura viene segnalata fin dal III millennio a.C. Il più antico classico di medicina, tuttora consultato in Cina è il Neijing (Canone di Medicina) che venne compilato tra il 500 e il 300 a.C. Reperti archeologici relativi sono stati datati nella dinastia Han, (dal 202 a.C. al 220 d.C.). La pratica si diffuse secoli fa in molte parti dell’Asia; attualmente è una componente della medicina tradizionale cinese ed alcune sue forme sono anche descritte nella letteratura della medicina tradizionale coreana, nella quale viene chiamata yakchim, come pure in India. L’Agopuntura considera il corpo umano come un insieme che coinvolge numerosi “sistemi funzionali” che sarebbero in molti casi associabili approssimativamente ad organi fisici. La malattia viene interpretata come la perdita dell’equilibrio tra i vari sistemi funzionali, ed il trattamento della stessa avviene agendo sull’attività di uno o più di questi sistemi, mediante l’azione degli aghi. Per la medicina tradizionale cinese, di cui l’Agopuntura fa parte, l’uomo è un insieme non tanto di cellule e organi , ma di energia che scorre entro canali invisibili chiamati meridiani. Esistono dodici canali principali, detti meridiani, che si estendono verticalmente, bilateralmente e simmetricamente; ogni canale corrisponde e si connette internamente ad ognuno dei dodici zang fu (“organi”). Significa che vi sono sei canali yin e sei yang; vi sono tre canali yin e tre yang che corrono su ciascun braccio, tre yin e tre yang su ciascuna gamba. I tre canali yin della mano (polmone, pericardio e cuore), cominciano dal petto e viaggiano lungo la faccia interna (principalmente la porzione anteriore) del braccio, verso la mano. I tre canali yang della mano (intestino crasso, san jiao e intestino tenue) iniziano dalla mano e viaggiano lungo la faccia esterna (principalmente la porzione posteriore) del braccio, verso la testa. I tre canali yang del piede (stomaco, vescica biliare e vescica) cominciano dal volto, nella regione dell’occhio e discendono lungo il corpo lungo la faccia esterna (principalmente la porzione anteriore e laterale) della gamba, verso il piede. I tre canali yin del piede (milza, fegato e reni) cominciano dal piede e viaggiano lungo la faccia interna (principalmente la porzione posteriore e mediale) della gamba, verso il petto o il fianco. Il flusso dell’energia ( qi) viaggia attraverso ciascuno dei dodici canali e comprende una via interna ed una esterna. La via esterna è quella normalmente mostrata su una mappa per l’agopuntura ed è relativamente superficiale. Tutti i punti di agopuntura di un canale risiedono nella sua via esterna. Le vie interne costituiscono il corso profondo del canale che entrano nelle cavità del corpo e negli organi Zang-Fu correlati. Quando l’energia ha un blocco (disordine energetico), allora compare lo squilibrio prima e poi la malattia.

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Cos'è l'Allergologia

L’attività diagnostica è organizzata secondo le seguenti tipologie d’intervento:

1) Visita immuno-allergologica
2) Esame allergologico: pollini, inalabili, cross-reattività alimenti/inalabili
3) Patch test per allergeni da contatto;
4) Terapia iposensibilizzante specifica per pollini e inalabili
5) Consulenza di diagnostica molecolare per alimenti e farmaci
6) Consulenza di Immunonutrizione
7) Esame allergologico: farmaci, alimenti
8) Breath-test lattosio, lattulosio, glucosio
9) Test di permeabilità gastroduodenale e colica
10) Oral challenge-test con alimenti e additivi
11) Consulenza ed indagini di Medicina Personalizzata

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Cos'è la Cardiochirurgia

L’attività della Cardiochirurgia è rivolta a pazienti affetti da patologie dell’apparato cardiovascolare che richiedano un trattamento chirurgico.
Queste sono le patologie che più frequentemente giungono all’attenzione della Struttura (tra parentesi le tipologie di intervento:
• Coronarosclerosi ostruttiva (bypass coronarico, convenzionale e “offpump” (cuore battente senza circolazione extracorporea, con utilizzo prevalente di entrambe le arterie mammarie ed eventuale prelievo endoscopico della vena safena)
• Valvulopatie (interventi di sostituzione e riparazione valvolare per patologie degenerative e post-reumatiche della valvola aortica, mitralica e tricuspidalica; la sostituzione valvolare aortica viene preferibilmente eseguita utilizzando bioprotesi aortiche “stentless”)
• Aneurisma della radice aortica (Tecnica originale “valve sparing” denominata “sleeve correction”, che consiste in un rimodellamento della radice aortica che corregge la dilatazione e l’insufficienza valvolare)
• Aneurismi dell’aorta ascendente e dell’arco aortico
• Cardiomiopatia dilatativa post-ischemica (rimodellamento ventricolare sinistro, trattamento dell’insufficienza mitralica ischemica, resincronizzazione mediante stimolazione biventricolare)
• Cardiopatie congenite dell’adulto
• Fibrillazione atriale (ablazione intraoperatoria; esclusione dell’auricola sinistra)
• Dissecazione aortica acuta tipo A
• Difetto interventricolare postinfartuale
• Insufficienza mitralica acuta post-infartuale da rottura di papillare
• Altre urgenze-emergenze.

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CHIRURGIA ONCOLOGICA - COSA SI FA

Che cos’è la chirurgia oncologica?

La chirurgia è, assieme alla radioterapia e alla chemioterapia, uno dei tre trattamenti antitumorali ‘classici’ che costituiscono ancora oggi i cardini della cura antitumorale. Dei tre tipi di cura è stato certamente il primo in ordine di tempo a essere utilizzato, fino dall’antichità. La chirurgia oncologica applica ovviamente le stesse tecniche della chirurgia generale ma seguendo alcuni principi che originano dalle caratteristiche biologiche e anatomiche della malattia che si vuole curare: ilcancro (il termine ‘tumore’ non è un suo vero sinonimo, ma viene comunemente usato come tale, lo stesso vale per il termine ‘neoplasia‘ pertanto in questa scheda verranno usati ‘tumore‘ e ‘neoplasia‘ come termini equivalente a ‘cancro‘).

La chirurgia è un trattamento loco-regionale (come la radioterapia), cioè cura il tumore primitivo (o le sue metastasi) nelle zone ove è presente senza interessare l’organismo nel suo complesso (come la chemioterapia). I principi della chirurgia oncologica derivano dall’origine e dall’evoluzione naturale del cancro. Le cellule tumorali sono cellule dell’organismo umano che si sono modificate. Ogni cellula ‘normale’ ha un controllo delle sue funzioni, della sua crescita, moltiplicazione e morte che risiede nel nucleo cellulare (il DNA, i geni, i cromosomi).

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SCIENZE DELL'ALIMENTAZIONE - COSA SI FA

CONSULENZA DIETOLOGICA E DELLA PRESCRIZIONE ALIMENTARE PERSONALIZZATA NELLA PATOLOGIA DELLA NUTRIZIONE

SERVIZI

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